Nell'egoismo, nell'estasi della malattia liberatrice comincio a muovermi tra strati e strati di metallo tra pelle e cuore. Resisto con fatica alle grandi ondate nervose e ultrasoniche moderne, dietro nella parte bassa della testa in coda al cervello.
Poi c'era dunque una risata gioiosa da recuperare nelle reti delle notti? - Scavo più a fondo.
Siamo dolcemente innocenti, non ci colpevolizzeranno, condanneranno, per un momento siamo a qualche passo dalla sincerità.
Cieli stratificati magnificamente di nuvole rotolanti e turbinanti, seppelliscono con slancio ogni dubbio ricreandolo dal nulla come un fiore di carta da un palmo chiuso.
Cieli concessi, un attimo dopo coperti, poi sanguinanti e affamati e mostruosi, sfocianti maestosamente in ampi delta celesti.
Cicatrici angeliche ingoiano beatamente i miei occhi e le mie mani protese, dischiuse a ventaglio. (...)